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Speed Tutorial (3di4)

Salve a tutti e scusate per la latitanza :D
Ecco una nuova puntata degli Speed Tutorial!
In realtà, questo non è un vero e proprio tutorial, poiché per ottenere l’effetto finale dovrete servirvi dei due tutorial precedenti, che trovate qui e qui.

Come al solito, ecco un prima e dopo dell’immagine:

Vediamo come si fa…

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Speed Tutorial (2di4)

Eccoci di nuovo :D
Questa volta il tutorial sarà per ottenere toni caldi (per la gioia di chi non ha apprezzato quello sui toni del ciano che ho postato nella scorsa puntata). Utilizzerò sempre la stessa foto con la stessa adorabile modella.
Sono toni un po’ soft e dal sapore vintagggge che ci piace tanto.

I risultati saranno questi:

Photobucket

Ma bando alle ciance, iniziamo subito subito col nuovo tutorial!

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Speed Tutorial (1di4)

Come avevo già accennato sulla mia pagina facebook, ho deciso di fare qualche tutorial per non lasciare a marcire questo blog.

Li chiamerò speed tutorial perché è roba veramente molto veloce. In questi tutorial useremo solo livelli di riempimento e di regolazione senza intaccare mai l’immagine originale. Il risultato finale (che ovviamente dipenderà moltissimo dalla foto che scegliete) è questo qui:

Photobucket

Quest’effetto l’ho rinominato “effetto ciano” perché, guarda caso, il risultato è appunto tendente al ciano. (Siete invidiosi della mia originalità, eh?)

Ma come l’ho ottenuto? Seguite questo tutorial e lo scoprirete!

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L’ennesimo tutorial sul bianco e nero

Di tutorial sul bianco/nero ce ne sono a milioni.
Questo perché in post produzione se ne possono ottenere talmente tanti che non c’è un modo universale per convertire una foto.
Una cosa essenziale da tenere a mente però, è questa: desaturare la foto NON vuol dire avere una foto in b/n. Desaturare una foto vuol dire privarla dei colori, spegnerla. E il bianco/nero non significa questo.
Un altro consiglio è quello di scattare sempre a colori e convertire la foto in post produzione. Sempre e comunque. Oppure, se volete scattare in b/n per vedere direttamente come sarà più o meno la foto, almeno scattate in raw.

Una volta chiarita questa cosa, che a giudicare dalle foto che trovo in giro su flickr è ignota a un sacco di gente, vi dirò come faccio io il b/n. Non è il metodo “giusto”, probabilmente non è neanche il più preciso, ma per ora è quello con cui mi trovo meglio.
Prendiamo ad esempio una foto che ho fatto a Mirko, che ha delle ombre schifide ma nonostante questo mi piace. Dobbiamo trasformarla, da piattume a contrasto forever.

Photobucket

Bene, cominciamo.

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Freelensing

Correva l’anno 2009 ed io, giovane e inesperta, giravo alla grandissima su internet alla ricerca di qualcosa di figo. Mi imbattei così in una tecnica chiamata freelensing, che all’epoca non riuscii ad usare con successo, e di cui mi sono ricordata vedendo una foto fighissima di nirrimi.
Leggendo gli EXIF si vede come siano incompleti e proprio per questo sono sicura al 90% che si tratti di freelensing: sono i classici EXIF delle foto fatte con l’obiettivo staccato.

Ma cos’è il freelensing?
Partiamo dall’inizio. In fotografia esistono degli obiettivi chiamati tilt-shift (decentrabile-basculante). Queste due funzioni hanno scopi diversi: usando l’obiettivo in maniera decentrabile, si possono correggere le distorsioni prospettiche (praticamente l’asse dell’obiettivo rimane parallela al sensore ma si sposta verso l’alto o verso il basso); con il metodo basculante invece si può correggere la profondità di campo (le lente non è più parallela al sensore ma obliqua), soprattutto nelle foto still life dove è difficile ottenere un’adeguata pdc a causa dell’eccessiva vicinanza al soggetto. (Per un’approfondimento e dettagli, vi rimando qui.)

Ma la cosa che davvero è AWESOME, almeno per me, è l’uso creativo del basculaggio (che poi è una parola che mi fa ridere), tanto che sono sicura che tutti voi siate a conoscenza dell’effetto chiamato tilt-shift appunto, ovvero far sembrare le vostre foto delle miniature.
Ovviamente è più famoso il fake tilt shift, tutto fatto in PS, perché gli obiettivi TS costano quanto un rene ed i reni è meglio lasciarli al loro posto.

Veniamo quindi al freelensing. Il freelensing consiste nello staccare l’obiettivo e spostarlo LEGGERMENTE in modo obliquo, simulando proprio l’effetto basculante.
Indovinate un po’ quali sono gli effetti collaterali? Possibilità di ritrovarsi il sensore a macchie, possibilità di far cadere l’obiettivo, impossibilità di mettere a fuoco decentemente.
Cosa ci fa ottenere? Più bokeh (YAY), più foto particolari, più… Boh, divertimento?

AGGIORNAMENTO 06.08.11: finalmente sono riuscita a provare  il freelensing sulle persone :D Grazie a Silvia che mi ha sopportato! :)

soft

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Tutorial: Sunday Afternoon

Ringrazio tutti per i bei commenti ricevuti nel post precedente, e colgo l’occasione per fare questo piccolo tutorial per farvi vedere come ho ottenuto quei risultati.
Sto finalmente imparando a pensare al “prodotto finito” già in fase di scatto; mentre scattavo sapevo esattamente cosa avrei fatto dopo in post produzione e come l’avrei ottenuto.
Le foto di partenza erano abbastanza diverse tra loro, a causa della luce del tramonto che a seconda della mia posizione esaltava tantissimo le ombre o appiattiva l’immagine in modo brutale.

Ma veniamo a noi :D

Prendiamo la nostra immagine, sistemiamo eventuali problemi e croppiamo se ce n’è bisogno. Questa è la mia foto di partenza, per ora solo croppata in formato quadrato.

Photobucket

Duplico il livello di sfondo, lo desaturo e imposto su Sovrapponi. Leggi l’articolo completo

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