Correva l’anno 2009 ed io, giovane e inesperta, giravo alla grandissima su internet alla ricerca di qualcosa di figo. Mi imbattei così in una tecnica chiamata freelensing, che all’epoca non riuscii ad usare con successo, e di cui mi sono ricordata vedendo una foto fighissima di nirrimi.
Leggendo gli EXIF si vede come siano incompleti e proprio per questo sono sicura al 90% che si tratti di freelensing: sono i classici EXIF delle foto fatte con l’obiettivo staccato.
Ma cos’è il freelensing?
Partiamo dall’inizio. In fotografia esistono degli obiettivi chiamati tilt-shift (decentrabile-basculante). Queste due funzioni hanno scopi diversi: usando l’obiettivo in maniera decentrabile, si possono correggere le distorsioni prospettiche (praticamente l’asse dell’obiettivo rimane parallela al sensore ma si sposta verso l’alto o verso il basso); con il metodo basculante invece si può correggere la profondità di campo (le lente non è più parallela al sensore ma obliqua), soprattutto nelle foto still life dove è difficile ottenere un’adeguata pdc a causa dell’eccessiva vicinanza al soggetto. (Per un’approfondimento e dettagli, vi rimando qui.)
Ma la cosa che davvero è AWESOME, almeno per me, è l’uso creativo del basculaggio (che poi è una parola che mi fa ridere), tanto che sono sicura che tutti voi siate a conoscenza dell’effetto chiamato tilt-shift appunto, ovvero far sembrare le vostre foto delle miniature.
Ovviamente è più famoso il fake tilt shift, tutto fatto in PS, perché gli obiettivi TS costano quanto un rene ed i reni è meglio lasciarli al loro posto.
Veniamo quindi al freelensing. Il freelensing consiste nello staccare l’obiettivo e spostarlo LEGGERMENTE in modo obliquo, simulando proprio l’effetto basculante.
Indovinate un po’ quali sono gli effetti collaterali? Possibilità di ritrovarsi il sensore a macchie, possibilità di far cadere l’obiettivo, impossibilità di mettere a fuoco decentemente.
Cosa ci fa ottenere? Più bokeh (YAY), più foto particolari, più… Boh, divertimento?
AGGIORNAMENTO 06.08.11: finalmente sono riuscita a provare il freelensing sulle persone
Grazie a Silvia che mi ha sopportato!

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