Seconda puntata della nuova rubrica Spotlight!
Chi sarà mai la nuova intervistata?
Ma è lei… La bravissima Giulia Bellato, in arte Ardemonia!
Conosco Giulia da qualche anno ormai, sin dai tempi in cui passavamo molto tempo su deviantart. Adesso gestiamo assieme Fotografi Italiani su facebook e l’EEE, il nostro negozietto su etsy (insieme a Martina e Roberta), e abbiamo avuto occasione di vederci a fine marzo, durante il Mega Meeting di Fotografi Italiani. La prossima volta però spero di incontrarla a Londra!
Parlaci di te!
Appena ho letto questa domanda ho chiesto alla mia coinquilina: “non trovi che sia la richiesta più difficile di tutte il “parlaci di te” ?” e lei mi ha guardata come se fossi impazzita e ha risposto: “certo che no! Cosa c’è di più semplice? Devi parlare della persona che conosci meglio!” Così ho realizzato che evidentemente non mi conosco troppo bene.
Non so bene chi sono in questo momento, ma so cosa voglio essere ed è già qualcosa. Vorrei poter essere capace di lavorare nel mondo della fotografia e definire uno stile completamente mio (e vorrei anche avere la forza di volontà per intraprendere questa strada come si deve). Vorrei poter scegliere il posto in cui vivere perché lo amo e non per necessità. Vorrei essere davvero soddisfatta di chi sono quando mi guardo allo specchio. Vorrei che le persone che mi stanno intorno non debbano mai avere compassione per me.
Vorrei diventare ricca e famo- ah no, aspetta, questa parte non la devo dire.
Dalle tue foto è palese il tuo interesse in tutto ciò che è fiaba, magia e storia: come mai questa passione? L’hai sempre avuta?
Sì, sempre. Quando ero piccola, intorno agli 8-9 anni, ero decisa a diventare una scrittrice e costringevo persino la mia famiglia a leggere le mie storie sulle creature magiche e i miei romanzi che tenevo collezionati in tanti modernissimi floppy disks. Poi sono passata alle foto e continuo a fare la stessa cosa di prima, solo che non le archivio più sui floppy disks.
Hai fatto un elenco perfetto delle cose che amo: fiabe, magia e storia. Ognuna è collegata con le altre nella mia visione personale e ad ognuna spetta un posto d’onore nelle mie foto.
Quando scatti, sai già cosa farai in post produzione? O ci pensi in seguito?
Dipende dalla fotografia. Molto spesso ho un’idea ben precisa in mente e cerco di avvicinarmici il più possibile quando scatto, poi il resto subentra in postproduzione. I momenti che preferisco però sono quando questa idea ti viene proprio nel momento in cui stai fotografando e non pensi nemmeno troppo a quello che stai facendo, ma ti concentri sul farlo in fretta perché non passi l’ispirazione.
Vorrei però essere più brava a postprodurre, a volte (quasi sempre) mi sento limitata da me stessa ed è incredibilmente frustrante.
Cosa ti ispira?
Ritorniamo ancora una volta alle fiabe e alla magia. Io voglio raccontare delle storie. Non devono per forza essere storie complesse o fatte di parole, mi basta che qualcuno guardi le mie foto e ci veda una scena o parte di essa. Per questo inserisco sempre tantissimi dettagli, sono quelli che fanno la differenza in tutti i racconti.
Una delle foto che preferisco è questa qui sopra; ti va di raccontarmi qualcosa di più?
L’ho scattata al parco di Richmond, a Londra, a venti minuti di metro da dove vivo ora. Io, Martina e Ghira eravamo partiti con l’intenzione di fare qualche foto ai cervi del parco, approfittando dell’autunno e del bel tempo. Quando abbiamo preso la metropolitana c’era il sole e, ovviamente, quando siamo scesi era sceso anche qualcos’altro: nebbia. Abbiamo passato tutto il pomeriggio immersi nell’aria gelida e talmente umida che eravamo fradici da capo a piedi.
Io ero l’unica a non avere un tele e quindi ero convintissima che non sarei riuscita a fotografare un cervo nemmeno se mi fossi messa a scongiurarlo in latino, ma questi si sono lasciati avvicinare abbastanza da fotografarli con il 90mm. Alla fine della giornata ero euforica (oltre che gocciolante d’acqua): avevo trovato tutto quello che potevo desiderare e che amavo inserire nelle foto: autunno, atmosfera nebbiosa, boschi e un soggetto molto fotogenico. E sono anche riuscita a non prendermi un raffreddore.
Non ho dato un titolo alla foto, ma nella mia fantasia distorta mi ricorda un ritratto di famiglia di quelli degli antenati. Il capofamiglia al centro, in piedi e di lato la moglie seduta.
Sono pazza, lo so. (la frase sul pazza puoi pure toglierla HAHA)
(NOPE, ndr)
Grazie mille Giulia per la disponibilità!
(Tutte le foto del post sono prese dal suo stream di flickr)


![Renaissance lady [more inside]](http://farm7.staticflickr.com/6100/6211893028_f776d1d3b0.jpg)

























