Tagged with freelensing

Faces

Non scrivo da un po’ perché non ho grandi cose da dire, né da fare, né da polemizzare.
Però mi deprimo a lasciare il blog così vuotissimo, perciò vi parlerò di un progettino che sto portando avanti da qualche tempo, che per ora si chiama Faces perché ho la fantasia di un pavimento di marmo.
In poche parole è una serie di ritratti, dal taglio più o meno stretto, tutti realizzati con la tecnica del freelensing di cui avevo parlato tempo fa. Finalmente ci ho preso la mano, e riesco a ottenere dei risultati decenti facendo pochissime prove. Cerco sempre di scattare in ombra per avere una luce diffusa senza particolari accorgimenti, fortunatamente scattando a tutta apertura non ho problemi di luminosità. Per ora ho costretto coinvolto i miei amici, ma ciò non toglie che potrei provare effettivamente a ritrarre chiunque voglia partecipare. Ecco per ora le mie adorabili cavie :D

 S.
Silvia, la mia prima cavia.

Leggi l’articolo completo

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Freelensing

Correva l’anno 2009 ed io, giovane e inesperta, giravo alla grandissima su internet alla ricerca di qualcosa di figo. Mi imbattei così in una tecnica chiamata freelensing, che all’epoca non riuscii ad usare con successo, e di cui mi sono ricordata vedendo una foto fighissima di nirrimi.
Leggendo gli EXIF si vede come siano incompleti e proprio per questo sono sicura al 90% che si tratti di freelensing: sono i classici EXIF delle foto fatte con l’obiettivo staccato.

Ma cos’è il freelensing?
Partiamo dall’inizio. In fotografia esistono degli obiettivi chiamati tilt-shift (decentrabile-basculante). Queste due funzioni hanno scopi diversi: usando l’obiettivo in maniera decentrabile, si possono correggere le distorsioni prospettiche (praticamente l’asse dell’obiettivo rimane parallela al sensore ma si sposta verso l’alto o verso il basso); con il metodo basculante invece si può correggere la profondità di campo (le lente non è più parallela al sensore ma obliqua), soprattutto nelle foto still life dove è difficile ottenere un’adeguata pdc a causa dell’eccessiva vicinanza al soggetto. (Per un’approfondimento e dettagli, vi rimando qui.)

Ma la cosa che davvero è AWESOME, almeno per me, è l’uso creativo del basculaggio (che poi è una parola che mi fa ridere), tanto che sono sicura che tutti voi siate a conoscenza dell’effetto chiamato tilt-shift appunto, ovvero far sembrare le vostre foto delle miniature.
Ovviamente è più famoso il fake tilt shift, tutto fatto in PS, perché gli obiettivi TS costano quanto un rene ed i reni è meglio lasciarli al loro posto.

Veniamo quindi al freelensing. Il freelensing consiste nello staccare l’obiettivo e spostarlo LEGGERMENTE in modo obliquo, simulando proprio l’effetto basculante.
Indovinate un po’ quali sono gli effetti collaterali? Possibilità di ritrovarsi il sensore a macchie, possibilità di far cadere l’obiettivo, impossibilità di mettere a fuoco decentemente.
Cosa ci fa ottenere? Più bokeh (YAY), più foto particolari, più… Boh, divertimento?

AGGIORNAMENTO 06.08.11: finalmente sono riuscita a provare  il freelensing sulle persone :D Grazie a Silvia che mi ha sopportato! :)

soft

Leggi l’articolo completo

Contrassegnato da tag , ,
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 96 other followers