Sta per finire la decima settimana di questo progetto fotografico collettivo nato dal blog di Sara Lando e continuato dalla seconda settimana su un gruppo di flickr.
Sono molto contenta di essere arrivata con abbastanza tranquillità a dieci foto, è il primo progetto a cui partecipo ed è un’ottima palestra per allenare la mente e gli occhi.
Ecco le foto, in ordine cronologico:
#1 – PAIN

“Pain” è un tema facile ma difficile. Facile perché ha 1000 accezioni diverse, difficile perché se decidi di metterci troppo di te, può risultare doloroso davvero. Io ho rappresentato un periodo del passato. Mi sentivo così, intrappolata in un vortice di emozioni (la maggior parte negative). Da qui la scelta dei tempi di scatto lunghi, che rendono il volto non riconoscibile, e il bianco e nero high key che mi risolve problemi quali luce un po’ schifida e sfondo con le piastrelle.
#2 – DOUBLE

Se non ci fosse stato il mio ragazzo, questa foto non sarebbe qui, e non solo perché il modello è lui. Il fatto è che ho avuto questa idea della doppia identità, ma non avevamo magliette di superman… Quindi sì, il logo è stato aggiunto in post produzione con Gimp, e per fortuna Davide sapeva come evitare fotomontaggi ridicoli e inverosimili
L’effetto è abbastanza realistico, sono soddisfatta.
#3 – CAGE

Ho pensato che spesso le nostre gabbie sono costruite da noi stessi. In particolar modo, dai nostri sogni; per questo ho usato un acchiappasogni come se fosse una gabbia. La foto però non mi piace particolarmente: sono soddisfatta dell’idea e di essere riuscita a mettere a fuoco bene TOTALMENTE a caso (ok, mi ha aiutato il mio drago di peluche grande grande), però la luce è un po’ piatta. Il b/n in questo caso mi piaceva come scelta, e poi il blu dello sfondo con il rosso dell’acchiappasogni stonava troppo.
#4 - SECRET

Ok, questa non è lampante, quindi necessita di una spiegazione. Quando ho letto la parola “secret”, ho pensato subito a diverse cose, tipo lucchetti, chiavi, porte chiuse… Poi però mi sono ricordata di un libro bellissimo. ovvero “The Secret Garden” di Frances Hodgson Burnett. Da qui l’idea di un giardino segreto dentro di noi.
#5 – CONNECTION

Non so ancora cosa pensare di questa foto. Il tema mi aveva fatto pensare immediatamente a una connessione tra il passato e il presente/futuro. Sono riuscita più o meno ad avere un effetto abbastanza realistico (focali indovinate a caso), ma non sono del tutto convinta.
#6 – CROWN

Questo tema mi ha fatto impazzire. Non avevo uno straccio di idea. Poi, un pomeriggio, mentre aspettavo in macchina al parcheggio di euronics che Davide aiutasse la zia, ho deciso di prendere in mano la macchina con il 50ino e la lente macro Raynox, per vedere quanto ingrandisse. E lo sguardo mi è caduto sull’anello che porto da quasi un anno, un bellissimo regalo di Davide che aspettavo da un po’. Un Claddagh Ring. E i Claddagh hanno una corona. Mi son messa l’anima in pace e ho scattato
#7 – SHADOW

Mi sono divertita molto a pensare e fare questa foto. Il pomeriggio sono uscita a comprare le lucine natalizie (che volevo da SECOLI) e il barattolo, poi mi sono dedicata a una maschera di spago e cartone. Appena si è fatto buio, mi sono arrotolata in un lenzuolo e ho fatto alcune foto. Questa è una delle prime, ed è anche quella che mi piace di più. Poca post produzione, la luce mi piaceva parecchio di suo
È strano dirlo, ma sono soddisfatta di questa foto. Piccoli traguardi.
#8 – BALANCE

Anche questo tema mi ha fatto un po’ penare. Alla fine ho optato per un ritratto un po’ buffo (solo un po’?) e per il b/n high key (stesso motivo della prima foto, visto che l’ho scattata nello stesso posto). Diciamo che sono abbastanza soddisfatta.
#9 – DIFFERENCE

L’idea era una e mi perforava il cervello con la sua insistenza: il voler essere diversi. Facile a dirsi, ma rappresentarlo è un po’ meno. Alla fine ho trovato una composizione abbastanza valida (più o meno), spostato un po’ di mobili, usato per la prima volta il flash per un ritratto e sudato parecchio. Ho fatto tanti scatti, questo era uno dei pochi più convincenti. Devo comunque imparare ad usare decentemente il timbro clone, e usare superfici riflettenti solo se c’è qualcosa di decente ad essere riflesso, non un lenzuolo buttato sulla libreria.
#10 – DEPARTURE

Siccome quello della partenza è un tema un po’ difficile per me (nooo, non c’entra niente il fatto che ho una relazione a distanza, noooo, cosa ve lo fa pensare?), ho deciso di non giocare troppo sui sentimenti, ed evitare robe tipo me in lacrime mentre Davide sale in macchina e torna a casa sua. Ho deciso di puntare su qualcosa meno personale. Ho fatto così 3 aeroplanini di carta e sfruttato il mio disponibilissimo ragazzo per l’ennesima volta. Abbiamo fatto tante prove, perché stranamente i miei aeroplanini sfrecciavano troppo per i tempi di scatto che avevo scelto. Alla fine questa foto ha vinto la selezione perché mi piaceva tanto il contrasto tra il bianco della carta e il nero delle nuvole sulle montagne. Probabilmente se il cielo fosse stato azzurro, l’avrei lasciata a colori.
Riguardando tutte le foto assieme mi rendo conto di non aver tenuto nessun filo conduttore, e mi dispiace un po’. Certamente sono meno limitata nel pensare agli scatti, però è una cosa che rende tutto meno omogeneo. Almeno una cosa in comunque però c’è, ovvero il “fattore umano”, che vede coinvolti sia me che Davide. Posso considerarlo un filo conduttore?
Bene, son finite
Se avete letto fino qui, grazie. Se avete saltato le descrizioni ma visto le foto, grazie lo stesso.