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Faces

Non scrivo da un po’ perché non ho grandi cose da dire, né da fare, né da polemizzare.
Però mi deprimo a lasciare il blog così vuotissimo, perciò vi parlerò di un progettino che sto portando avanti da qualche tempo, che per ora si chiama Faces perché ho la fantasia di un pavimento di marmo.
In poche parole è una serie di ritratti, dal taglio più o meno stretto, tutti realizzati con la tecnica del freelensing di cui avevo parlato tempo fa. Finalmente ci ho preso la mano, e riesco a ottenere dei risultati decenti facendo pochissime prove. Cerco sempre di scattare in ombra per avere una luce diffusa senza particolari accorgimenti, fortunatamente scattando a tutta apertura non ho problemi di luminosità. Per ora ho costretto coinvolto i miei amici, ma ciò non toglie che potrei provare effettivamente a ritrarre chiunque voglia partecipare. Ecco per ora le mie adorabili cavie :D

 S.
Silvia, la mia prima cavia.

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Gruppo di Supporto Fotografi Pigri – THE END

1 anno.
52 foto per 52 settimane per 52 temi.

E quindi quest’estate, dopo Harry Potter mi tocca assistere ad un’altra fine dolorosa, quella del Gruppo di Supporto Fotografi Pigri, a cui ho partecipato un anno fa e che mi ha accompagnato in questi mesi.

In realtà non ancora non so bene cosa dire, se non una marea di ovvietà melense che, davvero, vi risparmierò.
È che se le cose belle fossero infinite, diventerebbero scontate e ripetitive, e finirebbero con essere tutto tranne che piacevoli. È giusto che sia così, è giusto che un progetto del genere abbia una data di scadenza. Così vorrei focalizzare l’attenzione più su quello che ho imparato piuttosto che su quello che ho perso, perché non c’è confronto tra le due cose: è finito un progetto lungo e impegnativo ma ho guadagnato un sacco di cose che prima non avevo.

La costanza per esempio. Entrare nell’ottica di sapere di dover fare almeno una foto decente a settimana è stato facile all’inizio, ma mano a mano che il progetto andava avanti mi sono resa conto di quanto a volte sia difficile non perdere di vista ciò che devi fare.

Ho imparato a vedere, almeno in parte, cosa significa avere una scadenza che ti guarda minacciosa, a constatare come il tempo sembra sempre o troppo o troppo poco (per la cronaca, È SEMPRE POCO).

Il brainstorming è una cosa bellissima e sviluppare un’idea decente (a volte proprio al limite) basandosi solo su una parola a volte impossibile (orthogonal anyone?) è molto più difficile di quanto pensassi. Poi ti abitui, anche se il randomizzatore di parole è un sadico bastardo.

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Tema della settimana: #31 – #40

40 settimane. 10 mesi. Mamma mia.
Non credevo che ci sarei riuscita. E invece il tema della settimana è ormai parte della mia vita fotografica. Mentre mi impazzisco per trovare una soluzione per il nuovo tema (candle), è ora di passare in rassegna queste ultime 10 settimane.

#31 – CONTRADICTION

contradiction

Questa foto non è stata molto pensata. Non ho avuto idee valide e ho ripiegato su questa.
La scritta aggiunta in post fa un po’ schifo e la luce è un po’ bleah.

#32 – STAIN

stain

Di questa non ne vado affatto fiera. Ok, mi piacciono i colori e la composizione, però impegno zero e me ne vergogno un po’. Non avevo idee, non avevo neanche voglia. Ho approfittato dopo aver macchiato l’auto del mio ragazzo (sigh) con l’uniposca giallo.

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Tema della settimana: #1 – #10

Sta per finire la decima settimana di questo progetto fotografico collettivo nato dal blog di Sara Lando e continuato dalla seconda settimana su un gruppo di flickr.

Sono molto contenta di essere arrivata con abbastanza tranquillità a dieci foto, è il primo progetto a cui partecipo ed è un’ottima palestra per allenare la mente e gli occhi.

Ecco le foto, in ordine cronologico:

#1 – PAIN

pain

“Pain” è un tema facile ma difficile. Facile perché ha 1000 accezioni diverse, difficile perché se decidi di metterci troppo di te, può risultare doloroso davvero. Io ho rappresentato un periodo del passato. Mi sentivo così, intrappolata in un vortice di emozioni (la maggior parte negative). Da qui la scelta dei tempi di scatto lunghi, che rendono il volto non riconoscibile, e il bianco e nero high key che mi risolve problemi quali luce un po’ schifida e sfondo con le piastrelle.

#2 – DOUBLE

Doppia Identità

Se non ci fosse stato il mio ragazzo, questa foto non sarebbe qui, e non solo perché il modello è lui. Il fatto è che ho avuto questa idea della doppia identità, ma non avevamo magliette di superman… Quindi sì, il logo è stato aggiunto in post produzione con Gimp, e per fortuna Davide sapeva come evitare fotomontaggi ridicoli e inverosimili :) L’effetto è abbastanza realistico, sono soddisfatta.

#3 – CAGE

caged in your own dreams

Ho pensato che spesso le nostre gabbie sono costruite da noi stessi. In particolar modo, dai nostri sogni; per questo ho usato un acchiappasogni come se fosse una gabbia. La foto però non mi piace particolarmente: sono soddisfatta dell’idea e di essere riuscita a mettere a fuoco bene TOTALMENTE a caso (ok, mi ha aiutato il mio drago di peluche grande grande), però la luce è un po’ piatta. Il b/n in questo caso mi piaceva come scelta, e poi il blu dello sfondo con il rosso dell’acchiappasogni stonava troppo.

#4  - SECRET

the secret garden

Ok, questa non è lampante, quindi necessita di una spiegazione. Quando ho letto la parola “secret”, ho pensato subito a diverse cose, tipo lucchetti, chiavi, porte chiuse… Poi però mi sono ricordata di un libro bellissimo. ovvero “The Secret Garden” di Frances Hodgson Burnett. Da qui l’idea di un giardino segreto dentro di noi.

#5 – CONNECTION

a connection between past and future

Non so ancora cosa pensare di questa foto. Il tema mi aveva fatto pensare immediatamente a una connessione tra il passato e il presente/futuro. Sono riuscita più o meno ad avere un effetto abbastanza realistico (focali indovinate a caso), ma non sono del tutto convinta.

#6 – CROWN

two hands, a heart and a crown.

Questo tema mi ha fatto impazzire. Non avevo uno straccio di idea. Poi, un pomeriggio, mentre aspettavo in macchina al parcheggio di euronics che Davide aiutasse la zia, ho deciso di prendere in mano la macchina con il 50ino e la lente macro Raynox, per vedere quanto ingrandisse. E lo sguardo mi è caduto sull’anello che porto da quasi un anno, un bellissimo regalo di Davide che aspettavo da un po’. Un Claddagh Ring. E i Claddagh hanno una corona. Mi son messa l’anima in pace e ho scattato :D

#7 – SHADOW

in the shadow
Mi sono divertita molto a pensare e fare questa foto. Il pomeriggio sono uscita a comprare le lucine natalizie (che volevo da SECOLI) e il barattolo, poi mi sono dedicata a una maschera di spago e cartone. Appena si è fatto buio, mi sono arrotolata in un lenzuolo e ho fatto alcune foto. Questa è una delle prime, ed è anche quella che mi piace di più. Poca post produzione, la luce mi piaceva parecchio di suo :D È strano dirlo, ma sono soddisfatta di questa foto. Piccoli traguardi.

#8 – BALANCE

finding balance

Anche questo tema mi ha fatto un po’ penare. Alla fine ho optato per un ritratto un po’ buffo (solo un po’?) e per il b/n high key (stesso motivo della prima foto, visto che l’ho scattata nello stesso posto). Diciamo che sono abbastanza soddisfatta.

#9 – DIFFERENCE

difference

L’idea era una e mi perforava il cervello con la sua insistenza: il voler essere diversi. Facile a dirsi, ma rappresentarlo è un po’ meno. Alla fine ho trovato una composizione abbastanza valida (più o meno), spostato un po’ di mobili, usato per la prima volta il flash per un ritratto e sudato parecchio. Ho fatto tanti scatti, questo era uno dei pochi più convincenti. Devo comunque imparare ad usare decentemente il timbro clone, e usare superfici riflettenti solo se c’è qualcosa di decente ad essere riflesso, non un lenzuolo buttato sulla libreria.

#10 – DEPARTURE

departure

Siccome quello della partenza è un tema un po’ difficile per me (nooo, non c’entra niente il fatto che ho una relazione a distanza, noooo, cosa ve lo fa pensare?), ho deciso di non giocare troppo sui sentimenti, ed evitare robe tipo me in lacrime mentre Davide sale in macchina e torna a casa sua. Ho deciso di puntare su qualcosa meno personale. Ho fatto così 3 aeroplanini di carta e sfruttato il mio disponibilissimo ragazzo per l’ennesima volta. Abbiamo fatto tante prove, perché stranamente i miei aeroplanini sfrecciavano troppo per i tempi di scatto che avevo scelto. Alla fine questa foto ha vinto la selezione perché mi piaceva tanto il contrasto tra il bianco della carta e il nero delle nuvole sulle montagne. Probabilmente se il cielo fosse stato azzurro, l’avrei lasciata a colori.

Riguardando tutte le foto assieme mi rendo conto di non aver tenuto nessun filo conduttore, e mi dispiace  un po’. Certamente sono meno limitata nel pensare agli scatti, però è una cosa che rende tutto meno omogeneo. Almeno una cosa in comunque però c’è, ovvero il “fattore umano”, che vede coinvolti sia me che Davide. Posso considerarlo un filo conduttore?

Bene, son finite :D Se avete letto fino qui, grazie. Se avete saltato le descrizioni ma visto le foto, grazie lo stesso.

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Shopping List

Ho giurato a me stessa che per ora avrei smesso di comprare roba fotografica: un po’ perchè rischio la bancarotta, un po’ perchè la roba che ho dovrebbe bastarmi.
Il prossimo acquisto che vorrei è un nuovo corpo macchina, e sono orientata sulla Canon EOS 50D, ma costa troppo troppo quindi metto da parte gli spiccioli e aspetto.

Tuttavia, vorrei comprare qualcosina per il fai-da-te, e la lista è attualmente composta da:

  • due o tre faretti da 500 W, di quelli che, mi han detto, si trovano in ogni brico
  • un lenzuolo bianco scrauso (anche due magari), e uno colorato
  • portatorta, carta da forno e carta d’alluminio per costruirmi dei softbox casalinghi
  • magari qualcosa per crearmi un pannello riflettente

È che in realtà ho una mentalità così pigra che il solo pensiero di studiare come mettere le luci e fare un ritratto o uno still-life decente, mi manda in completa paranoia… ma so che devo imparare quindi ci devo provare.

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Vita nuova, blog nuovo

No, non è vero. La vita è sempre la stessa, anzi sarebbe il caso di dimagrire un po’ visto che sto riuscendo nell’impresa di diventare più larga che alta.

Battutone squallide a parte, mi do il benvenuto qui su wordpress: so che ho avuto fin troppi blog nella mia vita, ma considero questo blog un upgrade del vecchio che avevo su splinder, che come piattaforma non mi convinceva granchè. WordPress per ora mi sembra una grandissima figata, è tutto molto pulito e semplice e oltretutto ha un’aria piiù professionale rispetto a splinder.

In questi giorni di problemi con la mia “realtà fotografica”, sono giunta alla conclusione che ciò che mi serve davvero non è nuova attrezzatura ma un nuovo modo di vedere le cose e di scattare.  La banalità delle mie foto dovrà essere un lontano ricordo e vorrei tanto riuscire a sfornare bei ritratti. Se solo una delle mie migliori amiche, Jessica, si decidesse a tornare a casa sua invece di stare nella città d’adozione per tutta l’estate, potrei sfruttarla coinvolgerla in qualche shooting interessante (oltre a essere molto carina, ha un guardaroba goth e fetish invidiabile).

Vorrei anche dedicarmi  a qualche serie di self, ma il fatto di imbarazzarmi se nell’inquadratura ci finiscono anche i miei fianchi, potrebbe crearmi dei problemi. Quindi o dimagrisco, o divento brava col retouch. E francamente, per quanto la seconda opzione sia utile, preferisco la prima.

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