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Treni

Quando sono sul treno cado in una specie di trance mistica.

Purtroppo non riesco a concentrarmi nella lettura a causa del movimento, per questo dopo qualche pagina ripongo scazzata l’ereader e tiro fuori l’iPod, e mi immergo nella musica, guardando fuori dal finestrino.

Però a volte succede che io sia circondata da altri passeggeri, come è giusto che sia; ed è proprio allora che succede il dramma.

Perché inizio a fissare le persone, come fece Luna Lovegood durante la sua prima apparizione.

Prima o poi verrò denunciata o scambiata per maniaca (omosessuale, ovviamente, visto che fisso solo le donne), ma è davvero più forte di me.

Inevitabilmente c’è qualche ragazza che mi cattura, e io inizio a notare tutti i gesti, i dettagli, il modo in cui sorride, e penso a come potrei fotografarla, che luce usare, che tipo di espressione vorrei da lei, la possibile location…

Mi sono innamorata di decine di ragazze sconosciute.

Tipo oggi.
Qualche sedile dopo il mio c’era una ragazza asiatica, forse giapponese, forse no. Ed era bellissima. Minuta, sembrava scomparire dentro una giacca oversize. Aveva i capelli leggermente raccolti, lisci come solo gli asiatici possono avere, castani. Il volto era appuntito, gli occhi spalancati e la bocca semplicemente perfetta. I suoi gesti erano precisi, calcolati, leggeri, eleganti. Stava mangiando una fetta biscottata e sembrava stesse mangiando la cosa più buona del mondo. Aveva un profilo meraviglioso, spigoloso e dolce nello stesso tempo.

E mentre le lanciavo occhiate di soppiatto, mi sono chiesta quante foto sto perdendo per colpa della timidezza, per la paura di essere presa per pazza, per la macchina fotografica sempre in valigia e mai in borsa.

Credo che l’unica soluzione sia fare non il doppio, ma il triplo delle foto che ho non ho scattato.

P.S.: no, non ho dimenticato che mancano ancora due Speed Tutorial; entro questa settimana saranno pubblicati! :)  

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Domande senza risposta

L’altra sera ero stravaccata sul divano, perchè la calura infernale di questi giorni non mi permetteva di fare altro. Così mi sono messa a vedere una vecchia puntata di Italia’s Next Top Model, soprattutto perchè sapevo che nel cast c’era anche Settimio Benedusi. In questa puntata le concorrenti dovevano posare per uno shooting con un tema particolare: dovevano interpretare delle Bond Girl in un casinò con un atteggiamento duro e altezzoso. Avevo sempre pensato che il fotografo decidesse praticamente tutto, ma pensavo anche che la modella ci mettesse del suo, e infatti così è stato. Ad un certo punto però una delle modelle è scoppiata a ridere durante lo shooting (non ricordo per quale motivo). Benedusi ha abbassato la macchina fotografica, l’ha guardata con serietà e ha detto “non ridere! non c’è un cazzo da ridere!”, e più in generale gridava a gran voce ordini tipo “ferma!”. Ecco, io non sarei mai riuscita a rivolgermi così ad una modella. Non è una critica verso Benedusi, non mi permetterei mai di giudicare un fotografo del suo calibro, piuttosto è stata l’ennesima occasione per chiedermi: ma sono davvero fatta per la fotografia? Ho davvero la capacità di decidere in un nanosecondo se quella è una cosa valida o se ci sono dei problemi? Io, essendo una fotografa amatoriale, non mi sono mai preoccupata troppo di calcolare TUTTO durante uno shooting. Mi bastava controllare l’esposizione e la messa a fuoco e poi mi affidavo all’istinto. Ma come potrei affidarmi all’istinto anche in situazioni in cui è NECESSARIO portare  a casa degli scatti vincenti in tutto?

So che queste sono abilità che solo l’esperienza può darti, eppure non posso fare a meno di demoralizzarmi un po’, perchè un’ eventuale carriera da fotografa mi sembra ancora più lontana.

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