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L’ennesimo tutorial sul bianco e nero

Di tutorial sul bianco/nero ce ne sono a milioni.
Questo perché in post produzione se ne possono ottenere talmente tanti che non c’è un modo universale per convertire una foto.
Una cosa essenziale da tenere a mente però, è questa: desaturare la foto NON vuol dire avere una foto in b/n. Desaturare una foto vuol dire privarla dei colori, spegnerla. E il bianco/nero non significa questo.
Un altro consiglio è quello di scattare sempre a colori e convertire la foto in post produzione. Sempre e comunque. Oppure, se volete scattare in b/n per vedere direttamente come sarà più o meno la foto, almeno scattate in raw.

Una volta chiarita questa cosa, che a giudicare dalle foto che trovo in giro su flickr è ignota a un sacco di gente, vi dirò come faccio io il b/n. Non è il metodo “giusto”, probabilmente non è neanche il più preciso, ma per ora è quello con cui mi trovo meglio.
Prendiamo ad esempio una foto che ho fatto a Mirko, che ha delle ombre schifide ma nonostante questo mi piace. Dobbiamo trasformarla, da piattume a contrasto forever.

Photobucket

Bene, cominciamo.

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Quando i mini meeting organizzati quasi per caso si rivelano preziosi

Giovedì 18 Agosto il caro Mirko è venuto in terra ciociara per incontrare me e Silvia (che nel frattempo ci siam viste più in quest’ultima settimana che in tutto l’anno), per salutarci e fare qualche foto assieme.
Ci eravamo già conosciuti durante la prima esposizione di Silvia, ma di tempo per parlare in effetti non ce n’era stato molto.

Questa volta invece abbiamo cercato di sfruttare al massimo la mezza giornata assieme, e dopo una mattinata passata sotto un albero alla villa comunale di Frosinone, siamo andati a casa di Silvia a fare qualche foto. Fotografi che fotografano altri fotografi, roba al limite della metafisica.

Anche se detto così suona scemo, è stata un’esperienza assolutamente costruttiva. Non sono abituata a fare da modella,  a meno che io non sia la modella di me stessa. Siccome quando faccio self portrait trasformo la mia camera (o quello che è) in un bunker che manco un mafioso si sognerebbe di avere, per me il fatto di stare davanti l’obiettivo è sempre stato una cosa molto intima. Ritrovarsi di fronte ad una persona che è abituata a far foto ad altra gente ti fa sentire come se fossi nuda, su un palco, con tanti riflettori e milioni di spettatori. Credo di dover lavorare molto sul come far a sentire a proprio agio coloro che avrò davanti l’obiettivo. Anche perché se mi capitassero persone come me, sarei veramente fottuta. Mi sentivo scema e chiedo scusa a Mirko per la mia scarsa espressività.

Ci siamo divertiti un sacco. Siamo abbastanza scemi da non preoccuparci troppo delle stronzate che diciamo (io perlomeno sono così xD). C’erano momenti in cui tutti e tre ci osservavamo in un modo al limite del morboso. E invece stavamo solo cercando di capire cose tipo “che profilo è meglio?” e “che luce ci serve?”.
Oltre tutto questo, la giornata mi ha portato a fare anche altre riflessioni di cui forse parlerò a breve.

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FYI #12

Altro mese, altro For Your Inspiration :D
Ecco a voi una carrellata dei miei ultimi fav su flickr.

Intorno al 20 agosto invece ci sarà il Terzo Capitolo della saga “Le Meraviglie di WordPress”, so già che non vedete l’ora!

 

IMG_1345 sml

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Tema della settimana: #11 – #20

Sono passate altre dieci settimane dall’ultimo tema della settimana, sono fiera di aver partecipato ancora a tutte :D

Sono sicura che spesso avrei potuto fare meglio, ma sono contenta di aver  mantenuto nella maggior parte delle foto un filone abbastanza personale. Ho cercato di rappresentare la mia visione per ogni tema; insomma, ho evitato di -per esempio- fare foto a una lettera a caso per l’ultimo tema “letter” e ho tentato di spiegare cosa significa per me quella parola. Ho sempre fatto dei self portrait. Anche perché sono l’unica modella che ho a disposizione.

Il nuovo tema è abbastanza tosto, ma lo trovo estremamente bello, quindi cercherò di fare qualcosa davvero interessante, sperando di riuscirci.

#11 – METAMORPHOSIS

metamorphosis

Questa foto fa schifo. Ma schifo di brutto. Purtroppo quella settimana ho avuto un piccolissimo problema di salute (una ciste sebacea suppurata, in un punto poco opportuno e molto doloroso) e ero troppo impegnata a farmi le paranoie piuttosto che pensare al tema. È stato un peccato perché era davvero un bel tema.

#12 – INTERSECTION

intersection

Ok, un po’ banale. Il solito self, un intreccio che dovrebbe rappresentare come le nostre (mie) due personalità si intrecciano l’una con l’altra. E la maglia a righe che non mi piace proprio per niente, eh? ;)

#13 – MIRROR

mirror

A parte la mia mano che non mi piace molto, in generale sono soddisfatta di questa foto. Siccome non mi sono mai ritenuta bella, questo è stato una specie di messaggio per me: posso essere bella, se lo voglio davvero. Anche perché il problema non è essere, è sentirsi belli… Almeno per me.

#14 – ENCLOSING

don't enclose magic

Siccome non mi veniva in mente niente di interessante da rinchiudere, ho ben pensato di rappresentare il contrario, ovvero il non-chiudere! In questo caso con la luce ho voluto dare un’atmosfera un po’ magica, ispirandomi un po’ a Buffy the Vampire Slayer e alle atmosfere della 6° stagione di questo telefilm che adoro. La foto è un self anche se non mi vedo molto (si intravedono gli occhi, e mi sono mossa quindi si vedono in due punti diversi). Mi piace da morire la luce sul barattolo!

#15 – WATER

I lost myself in a jar of water

Allora, su questa foto hanno notato tutti degli “errori”, che adesso spiegherò.

- Lo smalto che non c’entra niente: mi hanno detto che è brutto perché non c’entra nulla con il resto della foto. Verissimo, ma a me piaceva. E tanto. Avrei potuto toglierlo, ma non l’ho fatto perché lo smalto mi piace. PUNTO.

- La mano dietro il barattolo: lo so, lo so, avete ragionissima. Confonde un sacco perché è dello stesso colore della barchetta. Ma siccome non ho le mani fotogeniche (vedi sopra) ho cercato di scegliere quella con una posa migliore.

Per quanto riguarda il significato, quello che volevo intendere io era “so perdermi in un bicchiere d’acqua ma per fortuna so costruirmi anche una barchetta a cui aggrapparmi”. Boom.

#16 – OVERLOAD

too much information

Questa foto non mi piace molto, anzi per niente, però vabbè, dovevo pur farla no? :P Diciamo che ho cercato, senza riuscirci, il sovraccarico di informazioni. Da notare la bellissima luce: un flash? Un faretto? No, una torcia elettrica. Boom².

#17 – RENOVATION

renovation needed

Ci ho messo secoli per farmi un self decente. Il significato è abbastanza semplice: da quando ho iniziato a comprare riviste di moda, sento un urgente bisogno di rinnovamento! Poi beh, c’è anche il significato più profondo che blablabla. Lo sapete, vero?

#18 – DESERT

posso avere il tuo deserto?

Ho inteso “desert” come “abbandono”, non essendo a casa mia mi sono buttata su un letto altrui e ho fatto l’unica foto che mi veniva in mente.

#19 – ROOTS

roots

Quando ho letto il tema della settimana, avevo subito pensato a qualcosa di molto personale, ovvero al mio bisogno di mettere radici da qualche parte. Però non avevo idea di come rappresentare una cosa del genere, per questo ho fatto una foto che possa dare, anche vagamente, l’idea di “radici”.

#20 – LETTER

letter

Fino all’ultimo non sapevo bene come fare questa foto. Di lettere in vita mia ne ho scritte tantissime, ma ne ho spedite molte meno. E alla fine, la sera della Vigilia ho fatto questa qui. Che mi piace pure abbastanza.

 

Spero di riuscire a continuare questo progetto perché mi sta prendendo moltissimo! *_*

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