Come sapranno già i miei sventurati follower, che si devono sorbire le mie numerose paturnie su qualsiasi mio account, questo weekend l’ho passato a Verona. Il motivo principale era il workshop di Sara Lando, ma ovviamente ho colto la palla al balzo per visitare una città che non avevo mai visto e incontrare Roberta, con la quale parlo da più di un anno senza aver mai avuto l’occasione di conoscerla di persona.
Ma partiamo dall’inizio. Quando a gennaio lessi sul blog di Sara che ci sarebbe stato questo workshop, per la prima volta invece di dire “Eh, mi viene a costare troppo… Eh, ma è lontano…” ho chiamato Silvia dicendole “Cazzo, dobbiamo esserci!”
Così è iniziato il risparmio selvaggio, e alla fine il 25 marzo alle ore 10.05 mi trovavo assieme a Davide (altresì detto il mio ragazzo) su un treno Frecciargento diretto a Verona. Non vi racconterò i particolari delle nostre varie peregrinazioni in giro per la città, visto che sembravamo sempre dei profughi e abbiamo camminato come folli, sappiate solo che abbiamo visto parecchia roba e macinato un casino di kilometri. Il momento più atteso per me era ovviamente la mattina di sabato. Prima di entrare io e Silvia abbiamo salutato i nostri consorti e io avevo una specie di groppo in gola, quasi come se fossi diretta a vedere un mattatoio di gattini invece che a un workshop. Sono una persona poco poco ansiosa. Ma una volta entrata ho sentito la tensione sciogliersi perché fondamentalmente Sara è la persona più gentile del mondo, e non parlo di quella gentilezza leziosa che fa venire il vomito e sanguinare gli occhi, ma piuttosto di un modo di fare che ti fa sentire subito a tuo agio. Forse ora capisco come mai è così brava con i ritratti 
Per quanto riguarda il workshop, è stata un’esperienza unica. Credo sia stata l’unica lezione della mia vita in cui invece di stare con lo sguardo fisso nel vuoto a prendere appunti con la bavetta alla bocca, ero con gli occhi fissi su di lei e sulle numerose attrezzature del ghettofotografo (tema del workshop, appunto). E niente, se volete sapere come è Sara dal vivo, è fondamentalmente come quella che leggete sul blog. Solo che sul blog non può rovesciare o spiegare niente usando i gesti, quindi vale la pena vederla in azione (il fatto di aver trovato qualcuno maldestro quanto me mi ha fatto stare meglio, e considerate che il giorno della partenza da Verona sono riuscita a dare una testata indecente allo spigolo della caldaia. Per dire.). Trasmette un’energia assurda. Sono stata troppo troppo felice di averla conosciuta, e onestamente non vedo l’ora di trovare un’altra occasione per sentirla parlare; nel frattempo continuo a seguirla (seguirla o stalkerarla?) su twitter, blog, flickr e compagnia. Insomma, tanti occhi a cuore per lei, per quello che ci ha trasmesso in sole quattro ore, per i baffi adesivi, per chi ha organizzato tutto e per tutti gli altri presenti *_* I’m in love, se non si era capito. Ed andare al Brico non sarà più la stessa cosa.
Il pomeriggio invece l’ho trascorso con Roberta e il suo ragazzo in giro per Verona, che mi è piaciuta davvero tanto. Tra l’altro, eravamo 3 coppie e sembrava che fossimo amici di vecchia data. I poteri di internet *_*
Mi è piaciuto molto anche il fatto di fare foto da turista, erano tipo due anni che non mi concedevo nemmeno un weekend al di fuori della mia città e di quella del mio ragazzo. Viaggiare mi piace troppo. Vorrei poterlo fare più spesso, sigh.
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