Prendo spunto dall’ultimo post di Sara Lando (non mi denunciare Sara! È che sono solo a corto di idee!), e parlo anche io di vecchie foto.
A me piacciono tanto le foto di famiglia. Meglio se vecchie. Più sono vecchie più sono contenta. Mi piacciono perché le trovo vere e oneste. Sono foto fatte per ricordare, che fino ad ora credo sia il tipo di foto che preferisco.
Da qualche mese mi sono messa in testa di riordinare tutte le foto che ho in casa in album fotografici, quando riesco li riempio in ordine cronologico.
Oggi ne ho fatto uno con delle foto fatte in Sardegna dai miei genitori, e se ho capito bene era il loro viaggio di nozze agli inizi degli anni ’80. I mini album in cui erano raccolte purtroppo non contenevano i negativi, spero che si siano persi in casa e non andati buttati, perché le foto si stanno rovinando parecchio, con dei viraggi paurosi verso il magenta. Sì, hanno il classico effetto vintage che va tanto di moda adesso ma che ha fatto storcere il naso a mia madre quando le ha viste, dicendo “oddio, come si sono rovinate!”.
Sono rimasta sorpresa nel vedere però che le foto, a parte qualche piede tagliato, erano tutte composte bene, gli orizzonti erano quasi tutti dritti e c’era una certa continuità nello stile delle foto. I miei non erano per niente fotoamatori, avevano un’ottima videocamera ma una normalissima macchina fotografica. Eppure in quei rullini ci ho visto foto migliori di quelle che vedo solitamente tra i miei contatti di facebook.
Ho deciso di mostrarvi una serie di dittici (se il dittico non vi piace ma vi piacciono le foto, lo ammetto, È TUTTA COLPA MIA) per farvi capire cosa intendo.
Prima di farvi vedere le foto però, voglio farvi la solita domanda che si fa a chi fotografa: trovate che con l’avvento del digitale sia cambiato il rapporto che si ha con la fotografia anche per chi non è fotoamatore?







